02/05/2021

Il potere degli influencer

Questo post nasce da un piccolo esperimento sociale che ho condotto nelle storie di instagram. Ho posto una semplice domanda:
“Pensi che il punto di vista di una persona famosa valga più del tuo?”. Il risultato è stato 100% no. Interessante vero? Ho usato volutamente il termine “persona famosa” e non “influencer” per non viziare la domanda.
Poi ho aggiunto la sotto traccia: “come mai hanno il potere di influenzarci?”. Qui le persone hanno detto di essersi sentite “prese in castagna”, con imbarazzo hanno ammesso di non sapere bene il perché di questa influenza. Chi ha superato con coraggio questo scoglio ha detto sostanzialmente che è per pigrizia mentale, usare la propria testa è faticoso, o perché gli influencer mostrano una vita patinata di apparente (o vera) felicità a cui potremmo arrivare seguendone l’esempio.

A livello marketing il potere che hanno gli influencer è principalmente di natura inconscia (e siete fortunati che non vi propino nemmeno il solito pippone sul neuro-marketing). Quando vediamo una persona che ha ottenuto un riscontro sociale importante gli attribuiamo una libertà e una forza espressiva che probabilmente invidiamo, anche se non siamo d’accordo con quello che dice. Se è un modello che reputiamo positivo ci tocca per similitudine, se è un modello che reputiamo negativo ci tocca per indignazione, in ogni caso hanno una forte influenza su di noi. La leva del “modello da seguire ma inarrivabile” di matrice attiva, come può essere ad esempio una giovane cantante che vorrebbe cantare come la sua beniamina, si affianca ad un meccanismo di pigrizia mentale dove il semplice accodarsi ad una persona che ha ottenuto un riscontro sociale importante, ci fa sentire parte di una tribù vincente. All’equazione aggiungiamo anche che il modello di “persona famosa” è cambiato e il gap con la “persona comune” si è molto accorciato, sempre più spesso l’influencer non è più il cantante famoso ma il vicino di casa appassionato di cucina, di tecnologia, ecc.

Un esperimento sociale (non condotto da me) aveva dimostrato come un hater messo davanti al personaggio famoso che aveva preso di mira, si trasformava in un docile adolescente scodinzolante che voleva farsi selfie e autografo con tanto di sorrisi, complimenti, baci e abbracci. Si passava da “è un cog….” a “sei un grande”. Una volta tolte le distanze tutto cambia.

Utilizzare un influencer per promuovere il proprio brand può essere una strategia assolutamente vincente a patto di seguire alcune accortezze, te le riassumo in quelle che per me solo le tre regole auree:

  • accertati che rispecchi i valori in cui credi
  • assicurati che i suoi seguaci combacino con il tuo target
  • proteggi il tuo investimento scegliendo un influencer che non sia inflazionato (ovvero che non viva di marchette)

Nel momento in cui scegli un testimonial, un ambassador, un influencer, ricordati che lui sarà in tutto e per tutto, nel bene e nel male, il volto del tuo brand.
Non mi dilungo su questo punto perché ho già scritto un articolo al riguardo: Nel mondo dei social, il prodotto siamo noi.

Concludo con una citazione presa da un film (scusate il nerd-ismo), “da un grande potere deriva una grande responsabilità”. Gli influencer hanno di fatto un grande potere per cui, prima di mettere il vostro business nelle loro mani, affidatevi ad un professionista che prima di proporvi una strategia efficace svolga una adeguata analisi ed indagine di mercato con previsioni anche a medio e lungo periodo.

 

© Massimo Montresor

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