Creativi si nasce o si diventa?

Spesso, sopratutto gli aspiranti web-designer, mi rivolgono questa domanda: “la creatività è una dote innata o si può imparare?”.

Il processo creativo avviene sostanzialmente per due vie, quella più profonda e quella più razionale.
La creatività, così come tutti i talenti, è innanzitutto una caratteristica innata, la si può intuire fino in tenera età ed è sempre sintomo di intelligenza, così come il senso dell’umorismo; entrambe le caratteristiche infatti prevedono una mente molto veloce nel processo creativo e immaginativo che avviene in modo inconscio e automatico.

Come tutti i talenti però va ovviamente coltivato e nutrito giornalmente. Nel web design come nelle arti figurative classiche, la creazione deriva da una rielaborazione originale di tutta la conoscenza e le influenze ricevute. Ricordo che al liceo artistico le prime lezioni di figura o scultura erano basate unicamente sulla copia, nutrimento preso dai grandi maestri, così da costruirsi un background interno di conoscenza e cultura. Una volta assimilate le basi si può passare a trovare il proprio stile originale (spesso nasce spontaneamente per saturazione), provando nuovi corsi stilistici.

Alcune volte la creatività è assopita, per cui sembra che un individuo non creativo lo diventi con lo studio. Mi permetto di asserire questo con convinzione per esperienza diretta con molti giovani stagisti che, scelta questa strada lavorativa come ipotetica ambita meta, si sono lanciati nel vuoto passando da scuole professionali purtroppo poco formative.

Personalmente dedico una o due ore al giorno alla ricerca e alla ricerca, studiando in modo più approfondito quello che mi sembra più interessante e salvandomi negli appunti ciò che ha del potenziale ancora acerbo. L’aggiornamento costate è parte integrante di un professionista che si rispetti.

Una mia regola aurea è quella di delimitare uno spazio lavorativo e concettuale entro quale muoversi liberamente, che a primo acchito sembra un paradosso. Nel web design quello che ci serve per delimitare lo spazio si chiama UX, ovvero user experience, termine molto usato e inflazionato eppure spesso dimenticato… anche dalle web agency più importanti che per stupire con effetti speciali scordano la cosa più basilare, ovvero che un sito oltre ad essere bello ed emozionante, deve anche essere intuitivo da navigare e da comprendere.

© Massimo Montresor